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release date:

February 18, 2014

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LINE-UP:
Giulio the Bastard - vocals and lyrics
Schintu the Wretched - bass
Der Kommissar - guitar
Al Mazzotti - drums
and introducing
on guitar - Wild Vitto


Produced by CRIPPLE BASTARDS

Electronics by TWYS

All music recorded and mixed in June 2013 – September 2013 at Studio Fredman in Gotheburg, Sweden by Fredrik Nordström and Henrik Udd

Vocals recorded in July 2013 at Toxic Basement Studio in Milan, Italy
by The Hand Of Doom

CD version mastered in October 2013 at Tailor Maid Production in Stockholm, Sweden
by Peter In de Betou

LP version mastered in October 2013 at Toxic Basement Studio in Milan, Italy by The Hand Of Doom


Front cover photo by Mauro Galligani, used under permission

Layout and art direction
by Nicola Fornasari

Backing vocals by Guasco,
GL Necrodeath, Nino the Bastard / band photographed by Shyla Nicodemi / lyrics translated by Angela Arnone / additional help by Diego Cestino and Pranda

Nero In Metastasi

  • 1. Malato terminale
  • 2. Fumo passivo
  • 3. Strage di ostacoli
  • 4. Regime artificiale
  • 5. Lapide rimossa
  • 6. Promo-parassita
  • 7. Soggetto leucemico
  • 8. Passi falsi
  • 9. Occhi trapiantati
  • 10. Anima in disgregazione
  • 11. Senza impronte
  • 12. Nemico a terra
  • 13. L'apice estremo
  • 14. Sconfitto di ritorno
  • 15. Agonia di un rientro forzato
  • 16. Marcatori positivi
  • 17. Splendore e tenebra
  • 18. Morti asintomatiche

LYRICS
Malato terminale
Vivi ma non senti la vita (x 3)
confondi i sintomi.. non reagisci
vivi ma non senti la vita
stato avanzato poi malato terminale
rimane quasi tutto come sempre

L’inerzia è il decorso di un cancro
determina la tua struttura cellulare
gradazioni di colore che si staccano
sta a te poi saperle fissare,
quando la pioggia porta aria nuova
respiri o ti lasci attraversare

Quando star male coincide a chi hai intorno
li affronti o ti lasci appestare
distese di polvere, una massa anonima
sta a te passare da frasi incompiute
a urla per mille voci schiacciate
li affronti o ti lasci appestare
reagisci o ti lasci collocare

Spalanca le porte alla morte
scarno, proiettato su un letto
devastato da metastasi,
quel che ti resta da trascorrere
riflette il buio che ti sei lasciato dietro

[TERMINALLY SICK]

Alive but immune to life (x 3)
you confuse the symptoms... no reaction
alive but immune to life
advanced state then terminally sick
almost business as usual

Inertia is the progression of a cancer
defining your cellular structure
gradations of colour flaking off
it’s up to you how to fix them,
when the rain brings fresh air
breathe or be pierced

When your sickness is those around you
you face them or they infect you
expanses of dust, an anonymous mass
it’s up to you to go from unfinished sentences
to screaming for a thousand crushed voices
face them or be infected
react or let yourself be placed

Open the door to death
gaunt, projected onto a bed
devastated by metastases,
what time is left for you
reflects the darkness you left behind

Fumo passivo
Quando parli penso al fumo passivo
e ho un motivo in meno per sentirmi vivo
Fumo passivo, un tumore indotto senza palliativo

Fuori dalle mura di casa si accende il mio scenario di guerra
terreno minato da chi ho intorno
mozziconi + nervi ustionati.. un braciere inesauribile
Addosso vestiti impregnati dagli effetti di un respiro guasto
o chiamale parole sterili, noncuranza intossicante
per me resta il disfacimento che assimilo
e so che non se ne andrà mai.
Dimmi quanto vali come amico
se metti in conto la vita che hai accorciato
al ritmo del tuo fumo passivo

[PASSIVE SMOKING]
 
When you talk I think of passive smoking
and I have one less reason to feel alive
Passive smoking, an induced tumour without palliatives
 
Outside the walls of home my war scenario lights up
a minefield of those around me
butts + seared nerves... inexhaustible brazier
Wearing clothes infused with the effects of broken breathing
or call them sterile words, intoxicating nonchalance
for me only the decline I assimilate is left
and I know that will never go away.
Tell me what you’re worth as a friend
if you chalk up the life you’ve shortened
to the beat of your passive smoking

Strage di ostacoli
È l’estasi di chi spara nel mucchio
liberandosi dai sensi di colpa
e in fondo al sorriso
ha una rivincita in sospeso
in fondo al sorriso
uno squarcio che non ricucirà più.

Ossessione della simmetria
enclavi ridotte a distese di macerie
soppressione etica
se un flusso vitale è irrilevante
non merita speranze
perché anche non sapersi imporre
è un ripiego per diventare scomodi

Ripercorro la storia dei grandi di ogni sterminio
c’è chi vorrebbe ribaltarla, insabbiarla per sempre
il corso della vita lo intaglia un aggressore
non certo un germe che non attecchisce.

“Disgustato da anime che non riescono a irradiare
voglio trasformare le mie parole in tuono
per ridurti a una pozza di acqua stagnante.
Mentre mi fissi con occhi pacifici
invoco l’abolizione immediata
di tutto ciò che non ha uno scopo né una bellezza”

(R.K., 1994)

Ps: odio proporzionale all’aumento di chi ha abbandonato il suo carattere

[MASSACRE OF OBSTACLES]
 
It’s the ecstasy of the wild shooters
freeing themselves of guilt
and at the back of the smile
a rematch waits it out
at the back of the smile
a slash that will never be stitched up.
 
Obsession with symmetry
enclaves reduced to expanses of rubble
ethical suppression
if a flow of life is irrelevant
no hope is deserved
as not finding a way to be assertive
it’s falling back on being a nuisance
 
I trace back the history of the greats of every extermination
there are those who would like to overturn it, cover it up forever
a lifetime is carved out by an attacker
certainly not by a germ that does not take root

“Disgusted by souls who cannot radiate
I want to transform my words to thunder
reduce you to a pool of stagnant water.
While you stare at me with pacific eyes
I invoke the immediate abolition
of everything that has no purpose or beauty”
(R.K., 1994)
 
PS: hate proportional to the increase of who forsakes their character
Regime artificiale
nei tuoi distacchi sconfina la morale
scorre a toni sommessi su un linguaggio neutrale
quel che hai da offrirmi - il profilo di un perdente
che galleggia a rilento nella sua pozza di niente..
NIENTE.

Negli interni concentrici di un tessuto sempre uguale
sensazioni intermittenti da regime artificiale,
in quell'ottica da prostrato che appiattisce la gente
corsie parallele per chi annuisce e non sente
residui di sclerosi, omologati
annientarsi sempre senza un perché.

Nel completare i tuoi intrattenimenti
mi immergo tra le schiere del terziario più scadente
e assumo un contegno formale per capire in fondo com'è
provo a fingermi depresso per simulare chi dentro non c'è
a darmi un'aria intimista per sentirmi parte di te..
anche se non ho  bisogno di ricordi da immagazzinare
sfoghi blandi altrui, frasi fatte da contemplare.

Costruiti per l’assenza, per i “va bene così - è andata”
per transitare senza guardarsi intorno
per annientarsi sempre senza un perché (x2)
..mentre brucio gli anni proiettato verso la mancanza di attenzioni
per assicurarmi una camera mortuaria estranea a convenevoli,
occhiate sterili, riguardi per clima e giochi di luce.
Brucio gli anni per poter essere depositato.

Nei tuoi distacchi sconfina la morale
scorre a toni sommessi su un linguaggio neutrale
derivato ancestrale di famiglie sottomesse
che proliferano senza un perché...
PROLIFERANO SENZA UN PERCHÉ.

[ARTIFICIAL METHOD]

Your detachment leaking morality
flowing in subdued tones along a neutral language
what you can offer me – a loser’s silhouette
floating slowly in its pool of nothing ...
NOTHING.

In concentric innards of monotonous fabric
intermittent sensations of artificial methods,
in prostrated perspectives that crush people
parallel lanes of nodders who feel no
sclerosis residues, true to type
self-annihilation always without motive.

To keep you entertained
I sink into the ranks of the most cheapskate tertiary
I put on my formal mask to understand how it really is
I try pretence depression to mimic who is empty inside
put on that understanding air to feel as if I’m part of you...
even if I don’t need any memories to store
other people’s bland outpourings, clichés to watch over.

Erected by absence, “that’s fine – it’s done now”
and pass through without looking around
self-annihilation always with no good reason
self-annihilation always with no good reason
… while I trash the years aiming off the radar
to be sure I get no ceremony in my death chamber,
sterile eyes, regard for climate and playing light.
I cremate the years so I can be put into storage.

Your detachment leaking morality
flowing in subdued tones along a neutral language
ancestral derivate of subdued families
that proliferate without reason...
PROLIFERATE WITHOUT REASON.

Lapide rimossa
In memoria di quel poco che sei stato
c’è un sipario aperto a metà
oggi inscenano una replica incerta
animata da schemi, mai necessità.

Neoplasia al femminile
come misura di conforto parziale
sentimenti stantii – più lontani
han drenato la tua vitalità.

Persa per sempre… ha esaurito la tua vitalità.

Tenuto appeso a flebo scollegate,
il sole resta fuori e ora godo se ne soffri
penso a quanto tempo abbiamo sprecato insieme
da sedativi in trincea a esiti di biopsie alterne,
quanto disprezzavamo chi era schiavo & appartenenza
il rancio del più debole, miserie emozionali..
RESTA NEGLI OCCHI DI UN EX AMICO

La proiezione del vecchio istinto
scopre un tumore identitario
irradiato ai suoi linfonodi…
Più visitatore che proprietario,
l’ago della tua sconfitta ora gira così
“Il loro altare sempre allo stesso posto”
tossico di riconferme, sei finito proprio lì.

Spezzo un legame e il suo diritto di recesso
resta negli occhi di un ex amico
la grande sintesi incerta.
Spezzo un legame e il suo diritto di recesso
sedativi in trincea, esiti di biopsie alterne.
Spezzo un legame e il suo diritto di recesso
siamo stati fratelli sotto una lapide rimossa.

[TOMBSTONE REMOVED]

In memory of what little you were
there’s a half-open curtain
today they’re staging a faltering repeat
animated by schematics, never by need.
 
Neoplasm in the feminine
a measure of partial comfort
stale feelings – further away
drained your vitality.
 
lost forever... someone has exhausted your vitality.
 
Wired to disconnected drips,
the sun stays out and now I’m glad if you suffer for that
I think of how much time we wasted together
sedatives in the trenches / irregular biopsy results,
how much we despised who was a slave & belonging
the ration of the weakest, emotional miseries ...
LINGER IN THE EYES OF AN EX-FRIEND

The projection of the old instinct
discovers an identity cancer
metastasized to lymph nodes ...
More visitor than owner,
the pointer of your defeat now turns this way
“Their altar always in the same place”
stoned on reconfirmation, you ended up right there.
 
I break a bond and its right to withdrawal
sticks in the eyes of an ex-friend
the great uncertain fusion
I break a bond and its right to withdrawal
sedatives in the trenches / irregular biopsy results.
I break a bond and the right to withdrawal
we were brothers under a tombstone removed.

Promo-parassita
Sei arrivato qui senza che ti fosse chiesto
un tramite forzato da mongoloidi a sostegno
su una casta di artisti privi di espressione
per chi è adagiato al suo rango di spettatore
promoter e puttane, è qui che si entra in gioco.

Per quelli come te e chi é conforme alla funzione
bestiame assuefatto - distrarre e scannare
contamini un campo già razziato
è superfluo ma al passo coi tempi
simulatori da spremere e poi cestinare.

Un filtro obbligato per chi ha bisogno di essere preso per il culo,
agenzie, rilanci, percentuali sugli ingressi,
sarai un nome su un evento come un altro
ma resti sempre in cerca di attenzione
e alimenti un lavoro che non significa un cazzo

A fantasia uccisa resta solo da intrattenere
sul fondo di uno stagno dove cozzano caratteri spenti
percezione alla creatività, non sentirla mai tua
ladri promoter e puttane,
è qui che si entra in gioco.

[PROMO-PARASITE]
 
You came here without being asked
a go-between forced by support teachers for mongoloids
on a caste of expressionless “artists”
for those resting on the rank of spectator
promoters and bitches, this is where the game starts.
 
For those like you and those complying with the function
addicted livestock – distract and slaughter
you contaminate a field already raided
it’s superfluous, but in keeping with the times
simulators to squeeze and then discard.
 
A mandatory filter for anyone who needs to be buggered about,
agencies, raises, door deals, ticket percentages
you’ll be a name on an event like any other
but you’re always looking for attention
and push a job that MEANS SHIT.
 
After the murdered fantasy all that’s left is to entertain
on the bottom of a pond where mute characters collide
perception of creativity, never feel it’s yours
thieves, promoters and bitches,
this is where you come into play.

SOGGETTO LEUCEMICO
Globuli radicati nella loro ostilità
muoiono con la costanza di chi soffre a blocchi.
Refrattario - alla pressione sociale
Negativo - a ogni diagramma impersonale
Assuefatto - ad ambizioni represse
In metastasi - dentro il culto del degrado
CULTO DEL DEGRADO

[LEUKEMIC SUBJECT]

Blood cells rooted in their hostility
die with the steadiness of suffering in units.
Recalcitrant – to social pressure
Negative – to every impersonal diagram
Addicted – to repressed ambitions
In metastasis – inside the worship of degradation
WORSHIP OF DEGRADATION
PASSI FALSI
- Fattore discriminante
Anche un respiro ha i suoi vincoli

-L'uomo interruttore
aggrappato a stralci di vissuto
spacciava imitazioni di sé stesso

- Simboli di un contesto stilizzato
Controsoffittature + amianto

- Passi falsi
condensati su pavimenti in lastra

- Districato
..all'ultimo tentativo
L'attesa insostituibile di chi sogna sull'incalzare di un suono nemico

- Psicosi regressiva
Ti pagano per essere profonda

- Traccia annullata
ti riaffermi, appannato dal tempo

- Disinteresse generale
alimentando gerarchie da formicaio

- Prove di linciaggio
in faccia a giorni irreparabilmente perduti

- Educazione lager
Sottopassaggi della tua disgregazione

[FALSE STEPS]

- Discriminatory factor
Even a single breath has its bonds

Human on-off switch
clinging to excerpts of past life
selling fakes of his own self

Symbols of a stylized context
False ceilings + asbestos

Lost footing
condensing on paving slabs

Untangled
… at the last attempt
the dreamer waits uniquely at the advancing enemy sound.

Regressive psychosis
You get paid for being profound

Wiped traces
Faded by time, you restore yourself

General disinterest
to feed the anthill hierarchies

Lynching rehearsals
standing before days so irreparably lost

Concentration Camp Education
The underpasses of your disintegration
Occhi trapiantati
Silenzio e soldi prima
siamo due opposti che bilanciano il male
puttana, ultima piaga dei rapporti
io verso il sale che ti fa macerare.
Sono passati i miei attimi
ti ho sfondata per non sentirti parlare
era un impulso stringato all’essenza
e quel che pensi in un fazzoletto da gettare.

Dentro a una ruota che forse non girerà mai
potere di scelta, lasciarti dove ti trovo
tenaglia che inghiotte un mondo in pausa
un punto su una traiettoria
per chi parla di velocità urbana
me ne sbatto da dove vieni,
se sei sfruttata o te ne libererai

Un diversivo nella segnaletica,
giustificabile se mi deludi..
appartieni al mio margine di spreco
alla trasparenza di un'imposizione
partita male - tarata dentro,
spero morta anche peggio.

Silenzio e soldi prima
nell’avaria del tradimento seriale
per chi ha davanti la somiglianza di turno
o sogna chi l’ha preceduto a timbrare.
Nebbia e discariche esauste,
reti a strascico sui tuoi residui vitali
siamo lo sfogo raschiato fino all’osso
due poli esposti al gelo a somatizzare

Dentro a una ruota che forse non girerà mai
potere di scelta, lasciarti dove ti trovo
tenaglia che inghiotte un mondo in pausa
un punto su una traiettoria
per chi parla di velocità urbana
me ne sbatto da dove vieni,
se sei sfruttata o te ne libererai

L’ipocrisia dei saluti di rito
gesti meccanici da sedile reclinabile
un parcheggio fuori mano pur sempre indiscreto
La trasparenza di un’imposizione
delinea la condanna del nostro girone:
per chi accumula e chi si svuota.. occhi trapiantanti.

Trapiantati,
ma la realtà interiore è altrove.
Siamo cambiati
per una mano che non ha avuto pietà,
sorvolato ogni rimorso
come gabbiani spinti al largo
con la certezza di morire soli.

[TRANSPLANTED EYES]
 
Silence and money before
we’re two opposites balancing evil
whore, the final sore of relationship
I pour the salt that will saturate you.
My moments have gone
I broke you down so I couldn’t hear you speak
it was an impulse pared to the essence
and what you think in a paper tissue.
 
Inside a wheel that may never turn
power of choice, leave you where I find you
pincer swallowing a world paused
point on a trajectory
for those speaking of urban speed
I don’t give a damn where you come from,
if you’re exploited or you rid yourself
 
A road sign diversion,
justifiable if you disappoint me:
you belong to my margin of waste
the transparency of imposition
started bad – rotten inside,
I hope you’ll die even worse.

Silence and money before
In the breakdown of serial betrayal
for those who see the shift similarity
or dream of who clocked in before.
Fog and finished landfills,
trawl nets on your life residue
we’re a rant scraped to the bone
two poles exposed to frost in somatization

Inside a wheel that may never turn
power of choice, leave you where I find you
pincer swallowing a world paused
point on a trajectory
for those speaking of urban speed
I don’t give a damn where you come from,
if you’re exploited or you rid yourself

The hypocrisy of trite greetings,
actions as mechanical as a reclining seat
parking off the beaten track but still indiscreet
the transparency of imposition
outlines the death sentence of our loop:
for who’s accumulating and who’s emptying ... transplanted eyes.

Transplanted,
but inner reality is elsewhere.
We’ve changed
for a hand without mercy,
all remorse in flight
like gulls driven out to sea
with the certainty of dying alone.

Anima in disgregazione
(Segue una folla di morti anonimi
non ricordarlo com'era prima...)


Piangi in sua presenza, non sai come dirglielo
avvinghiato a una giostra di facce tumorali
parole di conforto, tenere un margine d’illusione
c’è un tempo di scadenza - sai cosa sta per diventare

Spazio per tunnel da carnaria
pasto per coabitanti mortuari
prima della cenere sai cosa ci aspetta
siamo un habitat su cui proliferare

Segue una folla di morti anonimi
inutile ricordarlo com’era prima
freddo come dettagli di infinite comunicazioni
sotto l’ombra di alberi sradicati

[DISINTEGRATING SOUL]

(..following a host of anonymous dead
pointless remembering what we were like before ... )


You cry in his presence, you don’t know how to tell him
clinging to a carousel of tumour faces
words of comfort to keep a margin of illusion
there is an expiry date – you know what he will become
 
Space for flesh-fly tunnels
food for mortuary co-inhabitants
before the ashes you know what to expect
we are a habitat on which to proliferate
 
He follows a host of anonymous dead
pointless remembering what he was like before
cold as details of endless communications
under the shade of uprooted trees

Senza impronte
Inchiodati dal cancro di 30 anni fa
ostinati a difendere fotogrammi anneriti
su una linea divisoria che trattiene la notte.
Senza trama, corridoi deserti
troncando ogni comunicazione
resti razziati di feste altrui
rappresi tra gli ultimi condotti abbandonati.

Neve eterna senza impronte
contro molteplici strati di falsità
il sacro richiamo della violenza
estirpato alla tua identità

ESTIRPATO ALLA TUA IDENTITA’
dal fascino stabile della collettività

Garantiscono i capisaldi per strutture normali
riasfaltando simboli di un mondo da evitare
rimpiazzando i quartieri dove andavano a farsi

Non saremo mai avversari alla pari
il tuo istinto territoriale è atrofizzato
senza trama verso scorci semichiusi
servo di farmaci somministrati a caso.

Neve eterna senza impronte
contro molteplici strati di falsità
il sacro richiamo della violenza
estirpato alla tua identità

ESTIRPATO ALLA TUA IDENTITA’
dal fascino stabile della collettività

[NO IMPRINTS]

nailed by the cancer of 30 years past
stubbornly defending blackened stills
along a boundary holding back the night.
Without a plot, deserted corridors
cut off all communication
plundered remains of another’s feasts
congealed among the last abandoned conduits.

Eternal snow without footprints
against layered falseness
the sacred seduction of violence
uprooted from your identity

UPROOTED FROM YOUR IDENTITY
by the stable attraction of community

Cornerstones give guarantee of normal structures
coating more tarmac on symbols of a world to avoid
replacing neighbourhoods where they went to shoot up

We will never be equal opponents
your territorial instinct is atrophied
without a plot for half-shut glimpses
slave to casually administered drugs.

Eternal snow without footprints
against layered falseness
the sacred seduction of violence
uprooted from your identity

UPROOTED FROM YOUR IDENTITY
by the stable attraction of community

Nemico a terra
È allo stadio degenerativo - l’offesa che si posa ovunque
cenere comunicativa, un discorso che non si riaprirà mai.

L’inno su un nemico a terra
ricolora immagini ghiacciate
l’inno su un nemico a terra,
nel tuo affanno, nel cercarti intorno
Infierire su un nemico a terra,
l’esaltazione sta nel tuo implorare..

È allo stadio degenerativo - la vendetta che mi macera dentro
non hai mai visto nessuno rodersi così a fondo
per arrivare al capolinea con te. Solo con te…

Lascia che il destino si copra di pioggia
per non guardare mai quando passo:
vivi questa pace perché è un conto alla rovescia.

Sai chi hai davanti - per quanti anni subirai,
non assimila – per quanti anni mi subirai,
non frana come il tuo ingrassare frenetico,
per quanti anni mi subirai.

VIVI LA TUA PACE
PERCHÉ È UN CONTO ALLA ROVESCIA.

[ENEMY DOWN]

At the degenerative stage – the offence that settles everywhere
communicative ash, a dialogue that will never re-start.
 
The anthem to an enemy down
re-colours icy images
the anthem to an enemy down,
in your distress, in looking around you
No pity for an enemy down,
the elation is in your begging.
 
This is the degenerative stage – revenge deep down in me
you’ve never seen anyone so eaten up inside
to get to the end of the line with you. Only with you ...

Let fate be soaked with rain
so you never look when I go by:
enjoy this peace because it’s a countdown.
 
You know who you’re looking at – how many years will you stomach it,
no assimilating – how many years will you stomach me,
no landslide like your frantic fattening,
how many years will you stomach me.
 
ENJOY YOUR PEACE
BECAUSE IT’S A COUNTDOWN.

L'apice estremo
Promette di sopprimerti, finisce supplicando

[THE EXTREME APEX]

Promises to suppress you, ends up begging
Sconfitto di ritorno

Frasi fatte per un uomo abbandonato, la catarsi dello sconfitto di ritorno
Frasi fatte come “lotta per vivere”, e per 20 anni non si è visto più niente
ai suoi tempi tutta un’altra storia ma nelle foto sempre gli stessi sfigati
stanze piccole penosamente vuote, il merito sta nell’essere i primi arrivati.

Una parentesi riflessiva - facci capire come ti eri eclissato
inquadrato in un lavoro qualunque, forse proprio in “divisa da ufficio”
o piegato dalle droghe del sistema - il sistema che predicavi di combattere
al cappio di un’anima gemella per dare al mondo un’altro cesso di famiglia sfaldata.

Riciclato ti tengo ad esempio non finirò mai sulla tua stessa strada
e se oggi gli aborti rendono voglio spremerti finché non tornerai passato

Ora sei costretto a rientrare dall’unico angolo su cui hai una platea,
ansioso incollato a uno schermo per ricordarci la storia che hai iniziato
tra nostalgici di passaggio e generazioni da una botta e via
un attore del tutto fallito ripete ad oltranza la sua vecchia parte
non si chiama più rispetto ma far sorridere chi ha compassione

innesto sociale rigettato sei l’ultima merda cagata da Dio
la mia sfida è riuscire a sfruttarti finchè non sparirai di nuovo

[RETURN-MATCH LOSER]
 
Clichés for a man abandoned, catharsis of the returning defeated
Clichés like “fighting for life”, then 20 years of silence
in his day it was a different story but the same losers are in all the pictures
painfully empty small rooms, the trick was being the first to arrive.
 
A thoughtful aside – please explain how you faded away
stuck in just any job, maybe in office kit
or bent by system drugs – that system you preached against
in the noose of a soul mate to give the world another shit broken family.
 
Recycled, you are my example so I never end up on your road
and if today abortions are profitable
I want to squeeze you until you return as the past

Now you’re forced back from the only corner where you have an audience,
anxious glued to a screen to remind us of the myth you started
between passing nostalgics and one-night-stand generations
a total failure of an actor reciting his old role to the bitter end
it’s no longer called respect but brings a smile to the compassionate
 
rejected social graft you’re the last shit crapped by God
my task is to exploit you until you disappear again

Agonia di un rientro forzato

A che quota sei arrivato oggi
in affitto per esalare l’ultimo respiro
e mi chiedo quanto avranno pagato
per rimetterti in piedi e spingere il tuo culo su un palco

Prostituzione a scoppio ritardato
una vecchia troia ributtata in strada
ieri le prediche contro gli schemi imposti
oggi comparsa su una scala di mercato

Eri sparito da un’eternità
ma ora a nessuno interessa quanto sei deteriorato
quanto bisogna togliersi dai coglioni
per aumentare la propria taglia
e finire sulla lista di chi va riesumato?

Prostituzione a scoppio ritardato
una vecchia troia ributtata in strada
da frasi fatte contro gli schemi imposti
agli alibi di chi ha assecondato una tendenza

Spento, rallentato
hai raggiunto un ruolo
grigio e trascinato
ombra nelle retrovie

Per un pubblico senza gusto, una farsa a richiesta
nella trappola dei promoter l’ultimo avanzo da spolpare
infangando lo spirito che ha dato linfa ai tuoi giorni di gloria
imitando il passato per alleggerire gli ultimi conti

Anni inerti alimentano un senso di nostalgia collettiva
istinti affondati a picco da decenni
asportati da mode di passaggio
anestetizzati da regole di consumo
..dimostrano fino a che punto possono metterti in riga e incularti
intrattenendoti con echi che rimbombano da tempi andati

Questo brano è stato originariamente scritto in Inglese per il singolo “Senza impronte”
Dove compare con il titolo “Agony of a reformed band”. Il testo qui sopra è un riadattamento
per il cantato in Italiano che non segue alla lettera la versione precedente.


[AGONY OF A REFORMED BAND]

Thrilled to see your current quotation
bottled corpse paid to unleash the last weak breath
and I wonder how much would they pay
to get you up on those crutches and push your ass back on stage

Prostitution – extended play
a minor walk-on for another marketing scale
one day you were preaching to noncoform
today you’re a bitch bribed to perform

You were gone for fucking ages
but now who really cares about your worsening state
how long did you break up to increase your ratings
queued on a wishlist of “bands that should reunite”

Prostitution – extended play
a minor walk-on for another marketing scale
one they you were preaching to noncoform
today you’re back strongly tied to a norm

Slower, embarassing and grey
you’ve gained your role in the history of shit

Dumb tasteless audience forcing this farce on demand
creating a platform for displaying their lack of taste
muddling the spirit that forged your glory days,
recycling your past for some quick easy cash

Empty years feed a common sense of nostalgic void
instincts sunk forever since decades,
lamely absorbed by global trends,
anesthetized by mainstream schemes
showing how deep we can be silenced and screwed
entertained by resurrected crap.

Marcatori positivi
- Oncofobia
Scatola chiusa per chi assimila
o si mette in lista d’attesa

- Superstite d’autunno
Pietrificati. A domicilio.

- Radiografia di un asservito
Sempre in mezzo a due verità da annientare

- Miserabili in rovina
Nella fiera dell’ovvio si parlerà poi sempre per slogan

- Terapia di mantenimento
Invecchiato dal freddo neoplastico
troppo lontano dalle intenzioni naturali

- Lei, centro di attenzione
Stanata, avvolta nei suoi ritagli di tristezza
fratturata ovunque

- Supera gli steccati
Occhiate di fretta, scegliendo di farsi cremare

- Omicidio simbolico
..se ti adatti a quel che sai nascondere

- Atteggiamento inquisitorio
preferiva essere ricordato in salute

[POSITIVE MARKERS]

- Oncophobia
Closed box for those assimilating
or getting on the waiting list

- Survivor of autumn
Petrified. Home.

- X-Ray of a captive
Always between two truths to be destroyed

- Wretches in ruin
At the fair of the obvious only always slogan talk

- Maintenance therapy
Aged by neoplastic cold
too far from natural intentions

- She, the centre of attention
Hunted out, wrapped in rags of sadness
fractured everywhere

- Gets over the fences
Quick glances, deciding to be cremated

- Symbolic murder
…if you adapt to what you know you can hide

- Inquisitorial attitude
He preferred to be remembered as he was in health

Splendore e tenebra

Il sangue è il mio splendore e il mio rifugio
Dal profondo degli occhi
mi strapparono la luce e la dolce tiepida notte.
Ora il lampo del giorno sorge solo dietro la fronte
e mi accende due cavità insanguinate.
Nel cavo della mano si spensero i miei occhi
[SPLENDORE E TENEBRA É IL MIO SANGUE]
ormai incapaci di pianto
ridevano alla luce
mentre caldo e denso il sangue
stillava tra le dita che il carnefice
mi conficcò nelle orbite.

Con ogni forza della mente decisi di contare:
nella colonna ero il cinquantesimo
avanzavamo come una fila per il pane,
una fila che procedeva e si fermava
Contavo.. trentun vittime
e sessantadue colpi di coltello.

Un rantolo, una spinta, una caduta
un passo ancora.
Un rantolo una spinta una caduta,
e il sangue che sgorgava a fiotti.

Con ogni forza della mente addizionavo i colpi,
sottraevo i caduti,
ogni grido, ogni singulto
mi feriva nel cuore come un morso.
Sotto il sole feroce ci falciavano
come spighe fruscianti:
con suono uguale ci sgorgava il sangue
dalle gole recise.

La fossa è colma, la calce è gettata sui corpi
perché i morti non appestino l'aria.
E la fiamma della loro carità
che riscalda i defunti.

Sento i cadaveri che si contraggono
mi arrampico, con rabbia istintiva
Sento i cadaveri che si contraggono
come pesci morti cosparsi di sale.

Si smuovevano, mi slittavano addosso,
lentamente franavano e quei morti ridevano,
piangevano, gridavano e invocavano,
furiosamente tendevano le braccia
cercando di afferrarmi...
Sentivo le unghie, le ginocchia, i fianchi,
le bocche inquiete su di me.
Mi arrampicavo con rabbia istintiva
premendo su di loro, sui ventri, sui toraci,
e se ne sprigionavo un rantolo, un gorgoglio,
ormai non ne avevo più pietà
e forse calpestavo un mio vicino di casa,
forse calpestavo mia sorella morta.

CALPESTAVO MIA SORELLA MORTA

Né pianti, né risa, ne lamenti, ne canti.
la luna vagante splende sulle rovine,
il singhiozzo remoto delle fontane tace,
la carogna di un cane giace in mezzo alla strada.
il riverbero dei vetri,
il cigolio di una chiave dentro una vecchia serratura,
l'odore dell'incendio e in quell'odore ogni ricordo
le vendemmie e le nozze, un raggio di sole che indora la porta di casa,
e le danze, le veglie, i funerali, i lamenti
la pace che regna su un secolo spento
ciò che la vita semina e la morte raccoglie.

Prende liberamente spunto dal poema “La fossa” di Ivan Goran Kovačić con l’unico intento di esaltare la sofferenza, non di condannarla proprio per questo molte parti dell’originale sono state estromesse

[SPLENDOUR AND DARKNESS]
 
Blood is my glory and my refuge
From the depths of my eyes
they tore out the light and the sweet warm night.
Now the flash of day rises only inside my head
and lights two bloody cavities.
In the palm of my hand my eyes were spent
[BLOOD IS MY SPLENDOUR AND DARKNESS]
no longer able to cry
they laughed at the light
while hot, dense blood
oozed between the fingers that the torturer
stuck in my sockets.

With all my strength of mind I decided to count:
I was the fiftieth in line
we proceeded like a line for bread,
a line that went forward then stopped
I was counting ... thirty-one victims
and sixty-two stabs of the knife.

A gasp, a push, a fall
one more step.
A gasp a push a fall,
and rivers of blood that flowed.
 
With all my strength of mind I added up the blows,
I subtracted the dead,
every cry, every sob
hurt my heart like a bite.
Under the fierce sun they mowed us
like rustling ears of corn:
with the same sound the blood gushed
from our slit throats.

The pit is full, lime thrown on the bodies
so the dead do not plague the air.
And the flame of their charity
heats the dead.
 
I feel the bodies contract
I scramble, with instinctive anger,
I feel the bodies contract
like dead fish sprinkled with salt.
 
They slithered, they slid over me,
they slowly subsided and those dead laughed,
cried, screamed and invoked,
stretched out their arms furiously
trying to grab me ...
I felt nails, knees, sides,
restless mouths on me.
I scrambled, with instinctive anger,
pressing on them, on their bellies, chests,
and gasps, gurgles, breathed out
now I had no more pity
and perhaps I was trampling on a neighbour,
perhaps I was trampling my dead sister.
 
I WAS TRAMPLING MY DEAD SISTER

Neither tears nor laughter, nor cries, nor songs.
the vagrant moon shines on the ruins,
the remote sob of fountains is silenced,
a dead dog lying in the road.
the reflection of the glass,
the creaking of a key in on old lock,
the odour of fire and in that odour every memory
harvests and weddings, a ray of sun that gilds the door of home,
and the dances, the vigils, the funerals, the laments
the peace that reigns over a spent century
what life sows, death reaps.

Freely inspired by Ivan Goran Kovačić’s poem The Pit with the sole intent of praising suffering not condemning it which is why many parts of the original have been left out
Morti asintomatiche
Contando i giorni di assenza

[ASYMPTOMATIC DEATHS]

Counting the days of absence